Verbi. Nuovo vocabolario in immagini
74,38 € (IVA non inclusa)
Livello scolastico: da 5 a 8 anni.
Per i logopedisti, il materiale grafico è stato un elemento importante nel loro lavoro e un supporto per le interazioni linguistiche che stabiliscono con i bambini. Permettono un controllo più efficace delle contingenze della comunicazione, una manipolazione concreta delle rappresentazioni della realtà e un passaggio intermedio tra il referente e la parola.
Insieme al materiale concreto dei giocattoli e degli oggetti reali, i disegni servono a stimolare in modo più chiaro, stabile e adeguato determinati contenuti verbali, quando questi non vengono acquisiti in modo naturale dal bambino, a volte perché le situazioni abituali di comunicazione possono essere eccessivamente caotiche o confuse per alcuni bambini, a volte perché condizioni specifiche (deficit sensoriali o cognitivi…) hanno modificato in modo significativo i normali processi di acquisizione.
I verbi sono una categoria spesso difficile da rappresentare in disegni, per questo motivo qui vengono presentate 720 immagini che coprono più o meno i principali gruppi di verbi. In questo modo, il logopedista può avere a disposizione rappresentazioni semplici e attraenti per rafforzare il suo lavoro di stimolazione.
Questo materiale non contiene di per sé alcun elemento metodologico, nemmeno una progressione di difficoltà crescente, poiché non disponiamo di dati sufficientemente precisi in spagnolo sull’ordine di comparsa di questi verbi nel lessico infantile, anche se disponiamo di ricerche che ci permettono di affermare che questi 720 verbi sono conosciuti dal bambino prima dei 6 anni. Si tratta semplicemente di una risorsa a disposizione dei logopedisti per visualizzare determinate parole e dare al bambino la possibilità di manipolare i disegni in relazione alle loro corrispondenze linguistiche.
Il materiale è completato da una guida didattica con suggerimenti per la comprensione, la struttura lessicale e l’espressione. Include anche illustrazioni con il grafema da abbinare alle immagini.
| Marchio | Cepe |
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Disponibile
somdn_product_pageDescrizione
L’apprendimento delle lingue avviene normalmente attraverso l’interazione comunicativa tra il bambino e l’ambiente in cui parla, sulla base di abilità cognitive e fisiologiche che determinano il ritmo dello sviluppo.
Tale interazione, caratterizzata da un adattamento reciproco di messaggi e frasi, è sufficiente e necessaria affinché il normale sviluppo del linguaggio avvenga nella sua interezza.
Tuttavia, ci sono casi di ritardi o assenze nel parlare e/o nel linguaggio, in cui le carenze intellettive, sensoriali, strutturali o affettive impediscono di sfruttare appieno queste vere e proprie situazioni di comunicazione che, d’altra parte, visto lo scarso successo che ottengono, sono spesso anche meno stimolate dall’ambiente.
Si deve quindi programmare un intervento specifico, l’ intervento logopedico.
Sebbene tale intervento debba cercare il più possibile di recuperare o correggere le carenze sulla base di situazioni operative di interazione comunicativa(strategie funzionali), è spesso necessario svolgere un lavoro preventivo o parallelo di stimolazione e apprendimento specifico di elementi isolati, sia per quanto riguarda gli aspetti fonetici, semantici o sintattici(strategie formali).
Questi esercizi di stimolazione o di apprendimento specifici, programmati al di fuori delle situazioni di comunicazione, rischiano di essere demotivati e stancanti per i bambini a causa della loro natura altamente ripetitiva: per questo motivo i rieducatori hanno sempre utilizzato una motivazione parallela all’apprendimento stesso, inserendolo in una situazione di gioco.
I giochi qui presentati hanno l’unico scopo di fornire ai logopedisti del materiale formativo, da tempo utilizzato nella rieducazione del linguaggio e della parola, focalizzato più direttamente su quegli aspetti che generalmente richiedono una fase più o meno lunga di ripetizione per raggiungere la loro acquisizione definitiva o in cui la rappresentazione grafica permette una migliore comprensione dei meccanismi che stiamo cercando di rieducare o costruire.
Non sono assolutamente un metodo di apprendimento, né il modo per iniziare a presentare i contenuti linguistici che utilizzano: questa presentazione deve sempre partire da un inserimento nella catena comunicativa di cui i bambini stessi sono parte attiva.
Costituiscono un materiale in più, un aiuto al processo di stimolazione e definizione dei modelli, necessario in molti casi, e ogni professionista dovrà interpretarli e adattarli alle proprie variabili metodologiche e situazionali.
Materiale Cepe per articolazione, linguaggio e udito
Per l'articolazione, il programma «Cicerón» offre risorse per sviluppare la capacità articolatoria dei bambini dai 4 agli 8 anni. Lo completano le schede di recupero delle dislalie, un quaderno di esercizi con c, r, s e gruppi consonantici con r per la stessa fascia d'età. Per la percezione uditiva, Mínimo lavora la discriminazione delle coppie minime, parole che differiscono per un solo suono. Per il vocabolario e la morfosintassi, il materiale grafico Verbi. Nuovo vocabolario in immagini fa da supporto visivo nelle sedute con bambini dai 5 agli 8 anni.Kit e manuali per il professionista
La collana Logokit raccoglie materiali nati dalla pratica clinica: Logokit 2 si concentra su semantica, pragmatica e morfosintassi. Accanto ai kit, Cepe pubblica manuali di riferimento sulla stimolazione del linguaggio orale, la comunicazione bimodale, la voce e la logopedia scolastica.Perché acquistare Cepe su Logopedicum?
Il catalogo Cepe è pensato per il lavoro quotidiano negli studi di logopedia, nelle attività di sostegno e nei servizi di psicologia scolastica. Ogni scheda descrive livello e contenuti. Su Logopedicum trovi buona parte del catalogo di logopedia della casa editrice in un unico ordine, con fattura per enti e condizioni per professionisti.
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L'apprendimento delle lingue avviene normalmente attraverso l'interazione comunicativa tra il bambino e l'ambiente in cui parla, sulla base di abilità cognitive e fisiologiche che determinano il ritmo dello sviluppo.
Tale interazione, caratterizzata da un adattamento reciproco di messaggi e frasi, è sufficiente e necessaria affinché il normale sviluppo del linguaggio avvenga nella sua interezza.
Tuttavia, ci sono casi di ritardi o assenze nel parlare e/o nel linguaggio, in cui le carenze intellettive, sensoriali, strutturali o affettive impediscono di sfruttare appieno queste vere e proprie situazioni di comunicazione che, d'altra parte, visto lo scarso successo che ottengono, sono spesso anche meno stimolate dall'ambiente.
Si deve quindi programmare un intervento specifico, l' intervento logopedico.
Sebbene tale intervento debba cercare il più possibile di recuperare o correggere le carenze sulla base di situazioni operative di interazione comunicativa(strategie funzionali), è spesso necessario svolgere un lavoro preventivo o parallelo di stimolazione e apprendimento specifico di elementi isolati, sia per quanto riguarda gli aspetti fonetici, semantici o sintattici(strategie formali).
Questi esercizi di stimolazione o di apprendimento specifici, programmati al di fuori delle situazioni di comunicazione, rischiano di essere demotivati e stancanti per i bambini a causa della loro natura altamente ripetitiva: per questo motivo i rieducatori hanno sempre utilizzato una motivazione parallela all'apprendimento stesso, inserendolo in una situazione di gioco.
I giochi qui presentati hanno l'unico scopo di fornire ai logopedisti del materiale formativo, da tempo utilizzato nella rieducazione del linguaggio e della parola, focalizzato più direttamente su quegli aspetti che generalmente richiedono una fase più o meno lunga di ripetizione per raggiungere la loro acquisizione definitiva o in cui la rappresentazione grafica permette una migliore comprensione dei meccanismi che stiamo cercando di rieducare o costruire.
Non sono assolutamente un metodo di apprendimento, né il modo per iniziare a presentare i contenuti linguistici che utilizzano: questa presentazione deve sempre partire da un inserimento nella catena comunicativa di cui i bambini stessi sono parte attiva.
Costituiscono un materiale in più, un aiuto al processo di stimolazione e definizione dei modelli, necessario in molti casi, e ogni professionista dovrà interpretarli e adattarli alle proprie variabili metodologiche e situazionali.
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