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Igiene dentale e nasale

Giochi da bagno

Vasino

L’igiene del neonato tocca due cose che in logopedia contano molto: la bocca e il naso. Lavare i primi dentini non è solo prevenzione dentale —è abituare quella zona a essere toccata, cosa che ringrazia qualsiasi bambino a cui poi si debba esplorare la bocca—. E un naso libero è la differenza tra respirare col naso o farlo con la bocca, il che a lungo andare cambia come si posiziona la lingua e come si sviluppa il palato.

È organizzata in tre momenti:

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Perché il naso conta tanto

Un bambino col naso chiuso respira con la bocca. Se questo si ripete per molti mesi, la bocca resta aperta a lungo, la lingua smette di appoggiarsi al palato e il palato cresce più stretto di quanto crescerebbe. Non è allarmismo: è una delle cose che vediamo più spesso in studio di motricità oro-facciale anni dopo.

Per questo il lavaggio nasale non è un capriccio da genitori alle prime armi. È manutenzione, soprattutto d'inverno e soprattutto prima di mangiare e di dormire, i due momenti in cui il naso chiuso dà più fastidio.

Da quando si lavano i denti?

Dal primo che spunta. All'inizio con un ditale o uno spazzolino in silicone e senza dentifricio, più per creare l'abitudine e perché la bocca tolleri il contatto che per pulire. Quella tolleranza è ciò che poi permette di esplorare, ed evita che la visita dal dentista sia un dramma.

Come si fa un lavaggio nasale senza che sia una lotta?

Col bambino di lato, soluzione fisiologica, e senza fretta. Se diventa un braccio di ferro, quello che resta è «questo fa paura», e disfarlo costa più di un raffreddore. Meglio poco e spesso che tanto e a forza.

Il bagnetto, che è anche lavoro

L'acqua dà informazioni sensoriali diverse: temperatura, resistenza, suono. Per un bambino con ipersensibilità tattile, il bagnetto può essere il momento peggiore della giornata o una delle migliori occasioni di esposizione graduale, a seconda di come lo si imposta.

E regala linguaggio quasi senza volerlo: riempire, svuotare, galleggiare, affondare, ancora, finito. Sono verbi e nozioni che nell'acqua si capiscono da soli perché si vedono.

E il vasino, quando?

Quando il bambino avvisa, resta asciutto per un po' e riesce a sedersi e alzarsi da solo. Non c'è un'età: ci sono segnali. Forzarlo prima allunga il processo invece di accorciarlo.